Roma, retata di ambulanti. Neri

0e2b16984e9247c6fa5d9d338de3e5f0.jpgC’è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L’ora dell’aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone.
Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l’impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico …
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I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l’istinto di scappare. È ammutolito.
Una donna del Togo è invece molto più loquace. Se la prende quando l’agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «Fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all’agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? – dice – non stavo facendo nulla di male». All’agente scappa un sorriso: «È il mio lavoro». Poi la donna incalza: «Conosco la nuova legge. Ora mi fate 5mila euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall’agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l’orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo.
Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente:
«Ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l’intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più…». L’uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati – 7 persone, tutte straniere – non sono più a vista, lo lascia andare.
A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate – aggiunge guardandomi negli occhi – perché ha l’alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque.
Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. «Questo per adesso è nell’elenco dei fermati» dice l’uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L’uomo con la polo rosa, mi risponde, anche se – dice – non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L’uomo in rosa, che ha la mia carta d’identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. Poi mi accompagnano lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Aspetto ancora in piazza, osservo l’operazione concludersi, fino all’istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c’è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto.
Luca Trinchieri
pubblicato su
http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=22/06/2008

Roma, retata di ambulanti. Neriultima modifica: 2008-07-01T14:50:00+02:00da duezii
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16 pensieri su “Roma, retata di ambulanti. Neri

  1. Ma voi siete due zii maschi???
    nelle tendine sulla sinistra del blog, ci sono due finestre….amici e links, e lì trovate i blog che mi piace leggere!!!!!
    la fatina irriverente è carina vero??? me l’ha regalata una blogger, che mi vede così!!! (mi sembra che ve lo avevo già raccontato)!!!

  2. Salve anche se in silenzio e in punta di piedi per non disturbare, seguo il vostro blog da un pò, da quando cioè sbagliando a digitare sono entrata qui per la prima volta. Vi ho messi tra i preferiti per tenervi d’occhio e…ora mi affaccio per dirvi semplicemente che, anche se non mi conoscete vi ho nominati! se passate da me c’è da ritirare un premio, e questa è la motivazione che ho dato:

    per l’humor trascinante, i post accattivanti
    e le idiozie più simpatiche mai viste
    e perchè è il mio rifugio dove sghignazzare
    quando il mondo gira storto….nomino:

    due zii e il loro fantasioso blog

    🙂

  3. Partecipa anche tu al forum
    LAVOCEDELLAMBULANTE
    http://vocedellambulante.blogspot.com/2009/12/commercio-ambulante-ricostruiamolo.html#links
    In 10 punti la piattaforma della FEDAP per riqualificare e rilanciare i nostri mercati.
    Dì la tua!!! I tuoi suggerimenti, i tuoi pareri, le tue esperienze sono preziosi per l’avvio di un dibattito
    E l’elaborazione di proposte concrete per il rilancio del settore.
    Ti aspettiamo!!!!
    FEDAP – Federazione Ambulanti Padani
    333-5625859
    http://www.spaziomercato.info
    Il Presidente Interregionale
    Giuseppe Vita

  4. RITORNA IL DURC.
    FINALMENTE SI VA VERSO IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ NEI NOSTRI MERCATI.
    BASTA CON L’EVASIONE!
    BASTA CON LA CONCORRENZA SLEALE A DANNO DEI TANTI AMBULANTI. ONESTI!

    La FEDAP Federazione Ambulanti Padani, nata e costituita per combattere l’illegalità diffusa e non oltre sopportabile nel settore del commercio su area pubblica, saluta positivamente e sostiene integralmente, la mozione di richiesta di reintroduzione del DURC (documento unificato di regolarità contributiva) presentata alla Camera dalla Lega Nord.
    In un momento di crisi congiunturale è necessario realizzare azioni concrete che taglino gli sprechi e riducano l’evasione fiscale a beneficio di tutti e allora è, non solo giusto, ma necessario e indispensabile migliorare i controlli anche presso le migliaia di ambulanti abusivi presenti nei nostri mercati rionali.
    La lotta all’abusivismo, all’evasione contributiva e conseguentemente fiscale diventa uno strumento irrinunciabile se veramente, nei fatti e non solo a parole, vogliamo contribuire da una parte a salvaguardare il lavoro, l’identità socio culturale e commerciale dei nostri ambulanti regolari, ripristinando le condizioni di concorrenza leale e dall’altra garantire i consumatori che, non saranno più messi nelle condizioni di acquistare prodotti sui quali non vige alcun controllo, né qualitativo né di provenienza. .
    La Fedap lancia un appello all’intera categoria e soprattutto alle centinaia di miglia di operatori onesti affinché si mobilitino, scongiurando il pericolo, così come successo di recente, che, attraverso le lobby di alcune forze sociali, che solo a parole dicono di volere il ripristino della legalità ma poi, nei fatti e nei comportamenti hanno contribuito ad affossare la norma nella precedente finanziaria .
    S’intervenga quindi, energicamente, con controlli quotidiani, sui venditori ambulanti irregolari e si ripristini la legalità.
    Uno dei punti qualificanti della manovra finanziaria è la lotta all’evasione e la FEDAP condividendo e sostenendo l’iniziativa della Lega Nord, chiede con forza e propone di intervenire con vigore sul commercio ambulante, soprattutto su quello esercitato in gran parte da immigrati dove si registra un’evasione che è in tantissimi casi, per scelta, è pari al 100% .
    Il fenomeno dell’evasione, già presente tra la componente italiana, si è diffuso a seguito della massiccia immigrazione, marocchina, pakistana, senegalese e soprattutto cinese. .
    La FEDAP stima, per difetto, che oltre un quarto degli ambulanti che frequentano i nostri mercati rionali non sono in regola: frodano il fisco e l’INPS, fanno scendere la qualità delle merci vendute, favoriscono la filiera della produzione in nero e spesso la criminalità organizzata.
    Siamo certi che anche le Regioni, soprattutto quelle del Nord, che già hanno dimostrato una forte disponibilità a legiferare e recepire l’obbligatorietà del DURC, quale elemento indispensabile per l’esercizio dell’attività, questa volta, non si lascino incantare dalle sirene di chi, predicando bene e razzolando male, nei fatti, altro non fanno che giustificare e tutelare, con assurdi atteggiamenti di buonismo, chi opera nell’illegalità.
    Riteniamo che a tutti, italiani e stranieri, debba essere data la possibilità e l’opportunità di operare e svolgere l’attività di ambulante, ma tutto ciò deve avvenire nel rigoroso rispetto delle regole e delle normative legislative. Gia oggi esiste l’obbligo di versamento dei contributi, ma per una sorta di burocrazia che ingessa i dovuti controlli, le maglie dell’evasione si sono fortemente allargate. Bisogna ritornare alla legalità e il DURC rappresenta un valido e in questa fase, insostituibile, strumento di controllo. Chi è in regola, rispetta la legge e versa quanto dovuto resti e continui a lavorare, chi invece, in moltissimi casi per propria scelta, evade la contribuzione e viola le leggi o si mette in regola oppure esca definitivamente dal settore.

    FEDAP
    Il Presidente Interregionale
    Giuseppe Vita

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